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Centro Kinesi

11 settembre 2024

Caro lettore,

 

benvenuto nel nostro spazio dedicato alla salute e al benessere!

 

Saremo felici se vorrai condividere con noi le tue opinioni, esperienze e domande, alle quali cercheremo di rispondere nel modo più esaustivo e veloce possibile.

 

Le discussioni costruttive e aperte sono benvenute, ma è importante ricordare che la nostra comunità si basa sul rispetto delle idee altrui e sulla comunicazione non offensiva, quindi ti preghiamo di evitare commenti offensivi, attacchi personali o comportamenti che possano creare tensioni.

 

Siamo qui per imparare e crescere insieme; ogni contributo è prezioso se condiviso con cortesia.

 

Grazie per la tua partecipazione e per la collaborazione nel fare di questo blog un luogo di supporto e informazione per tutti.

 

Con gratitudine,

 


 

Il tuo viaggio verso una salute migliore comincia da qui

 

Come ci orientiamon ella scelta dei trattamenti per i Nostri Pazienti.

 

In questo primo articolo del blog ci sembrava innanzi tutto importante presentarci e spiegare quale è il nostro approccio ai diversi problemi clinici che ci vengono presentati dai nostri pazienti. Il Centro Kinesi, sorto nel 1991, prima di trasformarsi in un poliambulatorio, si è esclusivamente occupato di Fisioterapia e Rieducazione. Individuare il trattamento più adatto alle esigenze di ognuno può sembrare un compito complesso, per questo vogliamo spiegarti quale è il processo che seguiamo per garantire affidabilità e sicurezza ai servizi che offriamo.

 

La nostra missione è fornirti le migliori cure possibili, basate su evidenze scientifiche di alta qualità e personalizzate perché ognuno di noi è unico ed il percorso di ciascuno va elaborato insieme.

 

Il primo passo fondamentale è una valutazione completa della condizione di salute. I nostri specialisti eseguono un'accurata anamnesi(rieducativa in caso di trattamento di Fisioterapia e Rieducazione) e un esame obiettivo dettagliato. Durante questo incontro, ti verrà chiesto di descrivere i sintomi, la storia medica, funzionale e gli eventuali trattamenti precedenti. Questo permette di avere un quadro chiaro e di individuare il percorso più appropriato. Una delle nostre priorità è assicurarci che tu sia seguito da medici e professionisti altamente qualificati, ciascuno con una solida formazione e una vasta esperienza nel proprio campo. I nostri specialisti collaborano tra loro per offrire una visione multidisciplinare, garantendo che ogni decisione terapeutica sia ponderata da più punti di vista.

 

Forti del concetto che la “Scienza non è democratica” le nostre raccomandazioni terapeutiche si basano su evidenze scientifiche solide. Utilizziamo trattamenti che sono stati rigorosamente testati attraverso studi clinici randomizzati e validati. La nostra stessa esperienza ultratrentennale fatta di migliaia di casi ci consente di personalizzare al meglio la cura proposta. Dopo aver identificato il trattamento lo adattiamo quindi alle tue specifiche condizioni, preferenze e aspettative affinché possa rispondere al meglio alle tue esigenze individuali, senza trascurare però la necessità di non discostarsi dalle evidenze scientifiche che caratterizzano il trattamento stesso che è stato scelto.

 

Siamo sempre impegnati a mantenere una comunicazione aperta e trasparente con i nostri pazienti. Spieghiamo chiaramente ogni fase del trattamento, incluse le alternative disponibili, i benefici attesi ei possibili rischi. Ti incoraggiamo a fare domande e a partecipare attivamente alle decisioni riguardanti la tua salute. Nella stesura dei nostri protocolli ci sono ben tre momenti gratuiti inseriti nel trattamento quali la valutazione introduttiva, il controllo intermedio e di fine trattamento che contribuiscono alla qualità dell’intervento, perché noi stessi investiamo nel tuo risultato funzionale e motorio.

 

Nel nostro poliambulatorio c’è una costante attenzione alle innovazioni tecnologiche perciò si utilizzano mezzi e procedure all'avanguardia per garantire diagnosi accurate e trattamenti efficaci.

 

Al giorno d’oggi solo con uno sforzo al miglioramento continuo si può garantire una buona performance di cura.

 

Il percorso indicato permette di monitorare continuamente il trattamento e, qualora se ne ravvisasse l’esigenza, il piano terapeutico viene rivisto e aggiornato. Questa revisione periodica è essenziale per adattarsi ad eventuali e possibili cambiamenti nelle tue condizioni di salute e per garantire che tu stia ricevendo il trattamento più appropriato in ogni fase.

 

Il tuo feedback è fondamentale per noi. Siamo sempre pronti ad ascoltarti e a migliorare i nostri servizi. Ti invitiamo a condividere le tue esperienze, affinché possiamo continuare a garantire la massima qualità delle cure. La tua salute è la nostra priorità, e siamo qui per accompagnarti in ogni passo del tuo percorso verso il benessere.

 

Per questo motivo saremo felici se vorrai conoscerci meglio facendoci qualche domanda di tuo interesse perché la tua salute può iniziare anche da qui, Ti diamo il benvenuto al Centro Kinesi.

 

* Campi obbligatori

18 ottobre 2024
Caro lettore, benvenuto nel nostro spazio dedicato alla salute e al benessere! Saremo felici se vorrai condividere con noi le tue opinioni, esperienze e domande, alle quali cercheremo di rispondere nel modo più esaustivo e veloce possibile. Le discussioni costruttive e aperte sono benvenute, ma è importante ricordare che la nostra comunità si basa sul rispetto delle idee altrui e sulla comunicazione non offensiva, quindi ti preghiamo di evitare commenti offensivi, attacchi personali o comportamenti che possano creare tensioni. Siamo qui per imparare e crescere insieme; ogni contributo è prezioso se condiviso con cortesia. Grazie per la tua partecipazione e per la collaborazione nel fare di questo blog un luogo di supporto e informazione per tutti. Con gratitudine
11 settembre 2024
Caro lettore, benvenuto nel nostro spazio dedicato alla salute e al benessere! Saremo felici se vorrai condividere con noi le tue opinioni, esperienze e domande, alle quali cercheremo di rispondere nel modo più esaustivo e veloce possibile. Le discussioni costruttive e aperte sono benvenute, ma è importante ricordare che la nostra comunità si basa sul rispetto delle idee altrui e sulla comunicazione non offensiva, quindi ti preghiamo di evitare commenti offensivi, attacchi personali o comportamenti che possano creare tensioni. Siamo qui per imparare e crescere insieme; ogni contributo è prezioso se condiviso con cortesia. Grazie per la tua partecipazione e per la collaborazione nel fare di questo blog un luogo di supporto e informazione per tutti. Con gratitudine Programmi di rieducazione per i pazienti neurologici La rieducazione motoria è di fondamentale importanza per i pazienti con lesioni croniche del sistema nervoso centrale (SNC) per una serie di ragioni che vanno dal miglioramento delle funzioni motorie e cognitive alla prevenzione delle complicazioni secondarie, fino al miglioramento della qualità della vita. Le lesioni al SNC possono derivare da eventi acuti come ictus, traumi cranici, sclerosi multipla, o lesioni del midollo spinale, o cronici come degenerazione di importanti nuclei nervosi. Esse spesso causano danni permanenti che influiscono sulla capacità del paziente di muoversi, comunicare e svolgere attività quotidiane. Tali funzioni sono mediate da due sistemi neurali: il sistema piramidale ed extrapiramidale. Queste possono essere considerate le due vie principali che controllano il movimento nel corpo umano, ma funzionano in modo diverso e sono associati a diversi tipi di disturbi motori. L’origine anatomica è differente: • Il sistema piramidale, noto anche come via cortico-spinale, origina nella corteccia motoria del cervello e viaggia direttamente attraverso il tronco encefalico e il midollo spinale per controllare i muscoli scheletrici. È principalmente responsabile del controllo dei movimenti volontari e fini. • Il sistema extrapiramidale è costituito da una rete più complessa di nuclei nel cervello, tra cui i gangli della base, il talamo, la sostanza nera e altre strutture sottocorticali. Questo sistema modula i movimenti volontari, controlla il tono muscolare e coordina i movimenti automatici e posturali. Anche la tipologia dei disturbi è differente. Disturbi correlati al primo infatti primi, spesso indicati come sindrome piramidale o sindrome del motoneurone superiore, derivano da danni alla via cortico-spinale e possono includere: • paralisi o paresi: debolezza muscolare o perdita di movimento volontario, generalmente più marcata negli arti. • spasticità: aumento del tono muscolare, con resistenza al movimento passivo. • iperreflessia: riflessi tendinei esagerati. • Segno di Babinski: risposta anormale del riflesso plantare, dove l’alluce si estende invece di flettersi. Disturbi relativi al secondo invece, comprendono condizioni come il Parkinsonismo, la corea, la distonia e altre disfunzioni motorie che derivano da alterazioni nei gangli della base. Questi includono: • Tremori involontari e talora a riposo, come nel Parkinson. • Rigidità, aumento uniforme del tono muscolare (rigidità a “tubo di piombo” o a “ruota dentata” nel Parkinson). • Bradicinesia, ovvero lentezza dei movimenti volontari. • Distonia con contrazioni muscolari sostenute che causano posture anomale o torsioni. • Corea, cioè movimenti rapidi, involontari, irregolari e non ripetitivi. In presenza di tali problemi è indispensabile, dopo l’analisi medica, una valutazione funzionale e clinica che individui le disfunzioni per stabilire una linea di priorità di intervento. Nel caso dei pazienti con lesioni piramidali tali disfunzioni si manifestano in una debolezza muscolare (deficit di reclutamento muscolare) che può essere emiparetica, ovvero colpisce un lato del corpo, e spasticità, che rende difficile il movimento. La perdita di fine controllo motorio è comune, specialmente a livello delle estremità del corpo pertanto le attività che richiedono movimenti precisi possono essere compromesse. Nei pazienti con lesioni extrapiramidali si trovano rigidità, tremori e movimenti involontari. La lentezza dei movimenti (bradicinesia) è caratteristica, specialmente nel morbo di Parkinson. Questi pazienti possono avere difficoltà a iniziare movimenti o a mantenere l’equilibrio e la postura. In entrambi i casi vi possono essere complicazioni da alterata mobilità con contratture muscolari permanenti e deformità se non trattate. La perdita di mobilità e l’indebolimento muscolare possono aumentare il rischio di ulcere da pressione e trombosi venosa profonda, ma anche problemi di deglutizione, instabilità posturale con rischio di cadute, e difficoltà cognitive (come nella demenza associata al Parkinson). Inoltre, i disturbi extrapiramidali possono peggiorare la qualità della vita a causa dei movimenti involontari persistenti e della lentezza dei movimenti. Oltre ai trattamenti farmacologici trova essenziale indicazione la rieducazione e la fisioterapia. Quindi i disturbi piramidali ed extrapiramidali rappresentano due categorie distinte di problemi motori che derivano da danni a diversi sistemi di controllo del movimento situati nel cervello. La gestione di questi disturbi richiede approcci terapeutici specifici per ciascun tipo, con un focus sia sul controllo dei sintomi che sulla riabilitazione funzionale. Con una gestione adeguata, i pazienti possono mantenere una buona qualità della vita La Fisioterapia e la Rieducazione funzionale all’interno del progetto di Riabilitazione risultano cruciali perché incrementano: • La neuroplasticità ed il recupero funzionale. Uno degli aspetti più rilevanti della rieducazione fisioterapica è il suo ruolo nel promuovere la neuroplasticità, cioè la capacità del cervello di riorganizzarsi formando nuove connessioni neuronali. Anche se alcune aree del cervello possono essere danneggiate in modo irreversibile, altre parti possono compensare queste perdite attraverso un allenamento appropriato. La fisioterapia fornisce stimoli specifici che aiutano a rafforzare le vie neuronali ancora funzionanti, migliorando così la funzione motoria e altre capacità compromesse. • Il recupero della mobilità e della funzione motoria. Le lesioni del SNC possono compromettere gravemente la mobilità e la funzione motoria. La fisioterapia mira a recuperare il più possibile queste funzioni attraverso esercizi mirati che migliorano la forza muscolare, la coordinazione, l’equilibrio e la mobilità articolare. Attraverso varie tecniche è possibile riacquistare una certa indipendenza nelle attività quotidiane, riducendo così la necessità di assistenza continua. • La prevenzione delle complicazioni secondarie. In effetti l’immobilità prolungata dovuta alle lesioni del SNC può portare a una serie di complicazioni secondarie, come atrofia muscolare, contratture articolari, piaghe da decubito e trombosi venosa profonda. La fisioterapia svolge un ruolo cruciale nella prevenzione di queste condizioni attraverso l’adozione di esercizi che mantengono la mobilità articolare, stimolano la circolazione e favoriscono il tono muscolare. Ad esempio, la mobilizzazione passiva e attiva può prevenire le contratture, mentre i cambi di posizione regolari possono prevenire le piaghe da decubito. • Il miglioramento della qualità della vita. Il recupero fisico influisce positivamente anche sul benessere psicologico e sulla qualità della vita dei pazienti. La possibilità di migliorare la propria autonomia nelle attività quotidiane e di ridurre il bisogno di assistenza può avere un impatto significativo sull’autostima e sul morale del paziente. La fisioterapia aiuta anche a ridurre il dolore e il disagio associati alle lesioni del SNC, migliorando così il comfort generale del paziente. • La rieducazione della propriocezione e dell’equilibrio. Le lesioni al SNC possono compromettere la propriocezione, ossia la capacità di percepire la posizione del proprio corpo nello spazio, e l’equilibrio. Attraverso esercizi specifici, la fisioterapia può aiutare a ristabilire queste funzioni, riducendo il rischio di cadute e migliorando la stabilità durante il movimento. Esercizi di equilibrio, attività su superfici instabili e tecniche di feedback visivo e tattile sono comunemente utilizzati per questo scopo. • La rieducazione cognitiva e motoria combinata. In molti casi, i pazienti con lesioni al SNC non soffrono solo di deficit motori, ma anche di disturbi cognitivi che possono complicare ulteriormente il recupero. La fisioterapia può essere integrata con la rieducazione cognitiva per affrontare entrambi gli aspetti contemporaneamente. Ad esempio, esercizi che combinano il movimento con compiti cognitivi, come il “problem solving” o la memoria, possono essere utilizzati per migliorare sia la funzione motoria che quella cognitiva. • L’adattamento e uso di ausili. La fisioterapia aiuta anche i pazienti a imparare come utilizzare correttamente ausili come bastoni, deambulatori o sedie a rotelle. L’obiettivo è di massimizzare l’autonomia del paziente, insegnandogli come utilizzare questi strumenti in modo sicuro ed efficace. La fisioterapia può anche includere la formazione per i “caregiver” su come assistere il paziente senza rischiare di farsi male. • Il supporto psicologico e motivazione. Il processo di riabilitazione può essere lungo e faticoso, richiedendo grande impegno da parte del paziente. La fisioterapia non è solo un insieme di esercizi fisici, ma può anche fornire supporto emotivo e motivazionale. Il fisioterapista spesso diventa una figura chiave nel team di riabilitazione, aiutando il paziente a mantenere la motivazione necessaria per continuare il percorso di recupero, nonostante le difficoltà. In conclusione la rieducazione e la fisioterapia rappresentano una componente essenziale nella gestione dei pazienti con lesioni croniche del SNC. Attraverso un approccio multidisciplinare che integra tecniche motorie, cognitive, respiratorie e di prevenzione, la fisioterapia aiuta i pazienti a recuperare le funzioni compromesse, a prevenire complicazioni secondarie e a migliorare la loro qualità della vita. La capacità di adattare il trattamento alle esigenze individuali del paziente, insieme al supporto psicologico fornito, rende la fisioterapia una parte insostituibile del percorso riabilitativo per questi pazienti. E’ essenziale la personalizzazione del trattamento. Infatti ogni paziente con lesioni al SNC presenta un quadro clinico, sociale e familiare unico, e la fisioterapia deve essere adattata alle specifiche esigenze. Questo approccio personalizzato permette di indirizzare gli interventi terapeutici alle aree di maggiore necessità, ottimizzando così i risultati. La valutazione continua del progresso e l’adattamento degli esercizi in base alla risposta del paziente sono elementi essenziali del processo terapeutico.
11 settembre 2024
Caro lettore, benvenuto nel nostro spazio dedicato alla salute e al benessere! Saremo felici se vorrai condividere con noi le tue opinioni, esperienze e domande, alle quali cercheremo di rispondere nel modo più esaustivo e veloce possibile. Le discussioni costruttive e aperte sono benvenute, ma è importante ricordare che la nostra comunità si basa sul rispetto delle idee altrui e sulla comunicazione non offensiva, quindi ti preghiamo di evitare commenti offensivi, attacchi personali o comportamenti che possano creare tensioni. Siamo qui per imparare e crescere insieme; ogni contributo è prezioso se condiviso con cortesia. Grazie per la tua partecipazione e per la collaborazione nel fare di questo blog un luogo di supporto e informazione per tutti. Con gratitudine Quando si tratta di scoliosi “…hai la scoliosi. Ti prescrivo nuoto e tutto si sistema!”. Questo è ciò che generazioni di adolescenti si sono sentiti dire durante le visite di pediatria di base o durante controlli di varia natura. In realtà la scelta tra il nuoto e un'attività in palestra funzionale guidata dipende da diversi fattori, tra cui il grado di scoliosi, l'obiettivo terapeutico, le caratteristiche specifiche della condizione e non ultima, l’abitudine di chi prescrive l’attività. La scoliosi è un’alterazione della forma della colonna vertebrale in particolare sul piano fronto-orizzontale, ed è una condizione che richiede un approccio terapeutico personalizzato. Tra le attività comunemente consigliate per migliorare la postura e ridurre i sintomi, il nuoto è spesso citato come un’opzione efficace. Tuttavia, in molti casi, un programma di esercizi in palestra guidato da un fisioterapista coadiuvato da un tecnico specializzato può offrire benefici superiori. Ma perché un’attività in palestra può essere preferibile al nuoto per chi soffre di scoliosi? Vediamo nel dettaglio. Iniziamo con il sottolineare che nonostante vi siano diversi gradi di scoliosi è possibile fare alcune considerazioni sul piano generale. In primis occorre effettuare la diagnosi per cui è indispensabile effettuare oltre alla visita medica, anche una valutazione radiografica. Successivamente si possono utilizzare metodi alternativi e meno invasivi dei raggi x per seguire il processo di cura. Nella nostra struttura, ad esempio, è operativo il sistema Formetric della Diers che attraverso una videorasterstereografia consente un puntuale evolversi della situazione in assenza assoluta di rischi per il soggetto. Si tratta infatti di una “foto tridimensionale” che ricostruisce con sensibilità e precisione l’immagine della colonna vertebrale e può essere, proprio perché priva di rischi radianti, proposta innumerevoli volte. Il controllo ha senso comunque ogni 12-18 settimane inizialmente per arrivare progressivamente ad un controllo ogni 24 settimane. In secondo luogo, come considerazione generale, per ogni situazione vi è un approccio che si è dimostrato più efficace. In base alla valutazione si classifica la scoliosi in • Scoliosi lieve (meno di 20°) in questa fase gli esercizi correttivi guidati sono spesso più efficaci. Possono contribuire a ridurre o stabilizzare la curva migliorando la forza muscolare e la postura. • Scoliosi moderata (20°-40°) anche in questa fase un programma di esercizi specifici in palestra può essere utile, combinato con altre terapie come l’uso di corsetti. Il nuoto può essere un'attività complementare, ma non può essere l'unica terapia. • Scoliosi severa (oltre 40°) in questi casi l’intervento fisioterapico o ortopedico diventa prioritario. Gli esercizi mirati e guidati sono essenziali per gestire la scoliosi; nessuna attività sportiva da sola potrebbe essere sufficiente. A questo punto la domanda è: il nuoto è veramente la cura d’elezione, la “gold standard” nel trattamento della scoliosi? In effetti in passato, il nuoto era spesso considerato una cura ideale per la scoliosi per diverse ragioni • Equilibrio muscolare: si riteneva che il nuoto, grazie al lavoro simmetrico e bilanciato che richiede, potesse aiutare a rafforzare uniformemente la muscolatura della schiena. Questo avrebbe dovuto contribuire a contrastare l'asimmetria tipica della scoliosi. Oggi si pensa che l’equilibrio muscolare debba essere mantenuto in condizioni “compito specifiche” cioè non in posizione supina o natatoria ma in stazione eretta con il corpo soggetto principalmente alla forza di gravità. • Riduzione del carico gravitazionale: in acqua, il corpo è parzialmente sostenuto, riducendo così la forza di gravità e il carico sulle articolazioni e sulla colonna vertebrale. Questo ambiente a basso impatto era visto come un modo sicuro per eseguire esercizi senza peggiorare la curva scoliotica. Occorre anche camminare e correre con la scoliosi! • Miglioramento della postura e della flessibilità: il nuoto, in particolare stili come il dorso, incoraggia una postura eretta e un'estensione della colonna vertebrale, elementi ritenuti benefici per chi soffre di scoliosi. Non vi sono evidenze in tal senso. • Ampio range di movimento: le bracciate e i movimenti richiesti nel nuoto coinvolgono un'ampia gamma di movimenti articolari, il che era visto come un modo per mantenere o migliorare la mobilità della colonna vertebrale. La mobilizzazione eccessiva del corpo non è necessariamente un fattore positivo nei soggetti con scoliosi. Anzi in alcuni casi, il nuoto può aumentare la flessibilità della colonna senza fornire un adeguato rinforzo muscolare mirato, il che potrebbe peggiorare la situazione in alcuni soggetti. • Percezione generale di salute e benessere: il nuoto è stato storicamente associato a numerosi benefici per la salute, e quindi era considerato un'attività terapeutica per molte condizioni fisiche, scoliosi inclusa. Questo è senz’altro vero ma al pari di qualsiasi attività sportiva. Oggi questa idea è stata in gran parte riconsiderata perché si sa che il nuoto, pur essendo un eccellente esercizio generale, non è specifico per la scoliosi. Gli studi più recenti hanno dimostrato che, sebbene l’attività natatoria possa essere parte di un programma di esercizi, essa non può sostituire altre terapie specifiche, come l'uso di busti ortopedici, fisioterapia mirata, o, nei casi più gravi, l'intervento chirurgico. In alcuni casi, l'attività simmetrica del nuoto potrebbe addirittura mascherare o peggiorare l'asimmetria muscolare, rendendo necessario un approccio più specifico nella gestione della scoliosi. E allora quale approccio prediligere? In base all’esperienza maturata ed alla letteratura sull’argomento noi crediamo che un approccio integrato di esercizi ed attività sportiva sia quello più efficace. Infatti un allenamento in palestra funzionale, guidato da un fisioterapista o un professionista esperto, consente di creare un programma personalizzato in base al tipo e al grado della scoliosi, alle condizioni muscolari e agli obiettivi specifici (ad esempio migliorare la postura o ridurre il dolore). Gli esercizi in palestra possono concentrarsi su specifici gruppi muscolari, come gli stabilizzatori della colonna vertebrale, i muscoli addominali e quelli paravertebrali. Questi sono fondamentali per sostenere la colonna e bilanciare eventuali asimmetrie. Inoltre attraverso molti esercizi cosiddetti “posturali”, a partire da integrazioni di vari metodi con la ginnastica “analitica” con sovraccarichi, si aiuta il paziente a sviluppare una consapevolezza della propria postura e a correggere attivamente le deviazioni. In conclusione scegliere un'attività in palestra guidata rispetto al nuoto per una scoliosi è, secondo noi, preferibile perché permette di concentrare il trattamento sugli obiettivi specifici, come il rafforzamento muscolare e la correzione delle asimmetrie posturali. Il grado della scoliosi influisce notevolmente sull'approccio terapeutico: più è lieve, maggiore è l'efficacia di esercizi guidati. Inoltre, l’attività integrata riduce gli effetti psicologici che importanti asimmetrie possono produrre nella percezione del proprio corpo durante l’età dello sviluppo.
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